I dati Ismea presentati a PrimAnteprima parlano chiaro: nel 2025 l’export del vino toscano cala dell’8% a valore. Germania e Giappone crollano nei volumi (-28,5% e -27,6%). Gli Stati Uniti, primo mercato per peso, crescono in quantità (+2,9%) ma arretrano a valore (-4,1%). Tradotto: si vende, ma si incassa meno. E quando la pressione si scarica sui prezzi, il problema non è più congiunturale, è strutturale. In questo quadro c’è però un’eccezione: il Chianti Classico. Tiene i volumi, cresce a valore, consolida i prezzi. Non è un dettaglio statistico. È un segnale. Ed è a partire da questa “eccezione” che si può ragionare in prospettiva e Tommaso Marrocchesi Marzi, amministratore delegato di Tenuta di Bibbiano e quinta generazione alla guida dell’azienda, suggerisce alcuni spunti nell’intervista a Italia a Tavola. Il “gancio” che il vino deve utilizzare? È quello della cultura e dell’esperienza enoturistica.
Chianti Classico in controtendenza: prezzi in crescita e mercato stabile
Marrocchesi, i dati Ismea ci dicono che il vino toscano è in difficoltà. In questo scenario il Chianti Classico tiene, cresce un po’ e accresce a valore. C’è una lezione da imparare?
«Non è solo il vino italiano o il vino toscano ad aver perso quote di mercato



