di Leonard Berberi, inviato a Helsinki
La compagnia di bandiera finlandese si concentra di più sull’Europa. Turkka Kuusisto: «Ci espandiamo in Italia. Chi sorvola la Siberia ha un vantaggio ingiusto»
In un continente che affronta un’accelerazione delle fusioni e acquisizioni, la compagnia finlandese Finnair preferisce volare da sola, appoggiandosi semmai alle alleanze. E, con lo spazio aereo russo ancora chiuso, i voli per l’Asia allungati di 2-3 ore e un incremento dei costi operativi, guarda sempre di più all’Europa e ai flussi turistici verso le coste mediterranee e la Lapponia. «Ma la Commissione europea dovrebbe comprendere pienamente l’importanza della connettività per la competitività dell’Europa», dice al Corriere Turkka Kuusisto, ceo di Finnair, durante un’intervista alle porte di Helsinki nel quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina.
I numeri
Nel 2025 il vettore ha registrato ricavi pari a 3,106 miliardi di euro, un risultato operativo positivo per 64,2 milioni e un utile netto di 18,4 milioni. Un effetto negativo su questi numeri, in ribasso rispetto all’anno precedente, lo ha avuto lo sciopero dei dipendenti, che ha quasi dimezzato il risultato. I passeggeri trasportati dalla sua flotta di 55 aerei (e di altri 24 operati da Norra per i collegamenti interni) sono stati




