Nel nuovo episodio di Gocce di tè, la rubrica dell’Accademia Ferri 1905 in collaborazione con Italia a Tavola, l’attenzione si concentra sulla liquirizia, pianta officinale dal profilo aromatico intenso e dalle molteplici applicazioni. A guidare il racconto è il professor Carmine Lupia, botanico ed esperto del territorio, che approfondisce caratteristiche, usi storici e proprietà della radice più celebre della Calabria. «La liquirizia è un’eccezionale pianta officinale che viene utilizzata per scopi medicinali, ma soprattutto come aromatica, anche se un tempo era più conosciuta come pianta tintoria, perché serviva per colorare la seta», spiega il professore. Un percorso che unisce botanica, cultura materiale e degustazione consapevole.

Liquirizia
Radice di liquirizia: fitocomplesso e sostanze aromatiche
La parte più utilizzata della pianta è la radice di liquirizia, porzione legnosa ricca di sostanze aromatiche e principi attivi. «Quello che mangiamo della liquirizia in realtà è la radice. È la parte legnosa che ha tante sostanze aromatiche, è molto interessante proprio per tutto il fitocomplesso (l’insieme delle sostanze chimiche naturali presenti in una pianta, ndr) che ha questa radice» sottolinea Lupia. In passato, oltre all’uso officinale, la radice veniva impiegata




