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Licenziata dall’algoritmo: il giudice dice sì. La sentenza che cambia il mondo del lavoro

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Il Tribunale di Roma legittima il licenziamento di una grafica sostituita dall’Intelligenza artificiale. Una decisione che apre scenari pesanti su lavoro, sindacati e occupazione giovanile.

Un’azienda ha sostituito una disegnatrice grafica con un algoritmo: una sentenza ora dice che si può fare. Un precedente che penalizzerà i giovani senza esperienza. Magari Maurizio Landini, il leader maximo della Cgil, tra un corteo pro Pal e un party per il No al referendum con Elly Schlein, trova il tempo di occuparsi dei lavoratori. Ieri lo hanno preso in contropiede. Già lo hanno beccato con i rider in bocca – da anni manca un contratto che riconosca la dignità del lavoro ai coscritti del pedale al servizio soprattutto delle Ztl dove s’impigrisce la gauche caviar – e ora lo inchiodano all’algoritmo che tra i tanti vantaggi ha pure quello di non avere rappresentanza sindacale.

La sentenza è tanto nuova quanto allarmante. L’ha emessa il Tribunale di Roma – il pronunciamento è il 9135 del 19 novembre 2025, ma è stato diffuso adesso con la pubblicazione della motivazione – che ha riconosciuto legittimo il licenziamento di una disegnatrice grafica sostituita dall’Intelligenza artificiale, che però non è stata ancora intercettata dall’intransigenza sindacale.

La dipendente

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