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Sanità integrativa, svolta dopo 15 anni: più controlli e risparmi per i cittadini. I vantaggi e i nodi (su trasparenza e costi)

di Alberto Brambilla

Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 52 miliardi cui vanno sommati i 138,5 di spesa per la sanità pubblica. Con le nuove norme arrivano vigilanza (Covip) e pubblicazione dei bilanci. Finora non c’era alcun obbligo di controllo

Dopo oltre 15 anni di attesa finalmente il governo ha varato la prima norma sui fondi sanitari integrativi. Per il grande pubblico potrebbe sembrare un tema marginale ma il secondo pilastro della sanità, come vedremo più avanti, è fondamentale per mantenere e migliorare gli attuali livelli di assistenza sanitaria in uno scenario di forte invecchiamento della popolazione italiana che, vivendo di più, consumerà molta più sanità che già oggi è in crisi, con medici e infermieri sottopagati che lasciano il Paese o vanno nel privato, lunghe liste di attesa e scarsi ammortamenti delle costose attrezzatura diagnostiche e sanitarie.
L’articolo 29 del decreto legge sul Pnrr, prevede infatti alcune novità: la prima introduce finalmente la vigilanza sui fondi sanitari assegnata alla Covip che segue già i fondi pensione (mai un problema in oltre 25 anni) e che diverrà l’autority del welfare complementare e integrativo; la seconda elenca tutta una serie di attività a tutela degli iscritti come

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