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Inchiesta Delivery: se il rider è sfruttato ora rischiano anche i ristoratori

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Cosa deve fare oggi un ristoratore per non rischiareVerificare la qualificazione contrattuale. Se il rapporto è un appalto di servizi ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 276/2003, può scattare la responsabilità solidale per stipendi, contributi e premi assicurativi.Richiedere documentazione. Durc, regolarità contributiva, assicurativa e contrattuale della piattaforma.Inserire clausole specifiche. Prevedere nei contratti l’obbligo di rispetto della normativa lavoristica e sicurezza.Tracciare le verifiche. Conservare documentazione delle attività di controllo in caso di ispezioni.Attenzione alla sicurezza nei locali. Accesso dei rider regolato, misure di prevenzione, gestione flussi.Delivery interno? In quel caso il titolare è datore di lavoro a tutti gli effetti: assunzione, CCNL, INPS, INAIL, orari, sicurezza. Nessuna zona grigia.

Il delivery è davvero sostenibile?·        Commissioni medie: 18,2%·        Per 1 ristoratore su 3 superano il 20%·        In alcuni casi arrivano al 30-35% (fonte Fipe)Prezzi al cliente gonfiatiMargini già compressiRischi legali in aumentoDipendenza da piattaforme straniere·        1,8 miliardi di euro il giro d’affari nel 2022 (+20%)Solo il 12,8% dei ristoranti ha accordi contrattuali con le app (dato InappLa domanda vera è: il modello attuale sta in piedi o è drogato?

6 anni di delivery: e ora? Nel 2020 il delivery era salvezza. Nel 2022 era crescita. Nel 2024 era abitudine. Nel 2026 rischia di diventare

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