di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Nuova mobilitazione per il rinnovo del contratto scaduto: sindacati contro Federfarma su salari e riconoscimento delle professionalità
C’è una data cerchiata in rosso sul calendario delle farmacie private: 13 aprile. È il giorno scelto per un nuovo sciopero nazionale che coinvolgerà oltre 76 mila addetti, ancora in attesa del rinnovo del contratto collettivo scaduto il 31 agosto 2024. Diciotto mesi di trattative e rinvii non sono bastati a chiudere una partita che intreccia salario, professionalità e trasformazione del ruolo delle farmacie sul territorio.
La mobilitazione, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, arriva dopo lo sciopero del 6 novembre scorso e segue gli ultimi incontri di febbraio con Federfarma. Il confronto è ripreso, ma senza quello scatto che i sindacati ritengono necessario sul piano economico. La proposta datoriale, pur ritoccata, viene giudicata insufficiente rispetto all’erosione del potere d’acquisto e al riconoscimento delle responsabilità crescenti.
Le richieste
Il nodo, infatti, non è soltanto la cifra in busta paga. Negli ultimi anni la farmacia ha cambiato pelle: non più solo dispensazione del farmaco, ma servizi di screening, campagne vaccinali, telemedicina, presa in carico di pazienti cronici. Una trasformazione silenziosa che ha rafforzato il




