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Case, arriva l’anagrafe dei proprietari (con la direttiva Ue): scattano i controlli incrociati su Catasto, rendite e affitti brevi. Le novità

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

La lotta contro gli immobili irregolari poggerà su una nuova «anagrafe» dei titolari, mentre lo scambio automatico dei dati tra Stati agevolerà gli incroci fiscali e la tracciabilità degli immobili

Non esiste – almeno per ora – una banca dati pubblica europea con l’elenco di tutti i proprietari immobiliari. Ma esiste qualcosa che, sul piano fiscale, le si avvicina molto: un sistema strutturato di scambio automatico di informazioni tra amministrazioni tributarie che rende tracciabili i redditi generati tramite piattaforme digitali, affitti brevi inclusi. È questo il cuore della direttiva europea nota come Dac7, spesso raccontata con l’espressione suggestiva di «anagrafe dei proprietari».

La differenza non è solo semantica. La prima evoca un registro consultabile; la seconda è un meccanismo di cooperazione amministrativa tra Stati. E proprio qui sta il punto.

Cos’è la Dac7 e cosa prevede davvero

Per capire bene di cosa stiamo parlando dobbiamo partire dal principio, ovvero dalla Dac7, la direttiva Ue 2021/514 che modifica la normativa sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale. È entrata in vigore il 1° gennaio 2023 e impone ai gestori di piattaforme digitali di raccogliere, verificare e trasmettere alle autorità fiscali nazionali informazioni sui redditi

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