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Starliner: il rapporto shock Nasa sull’incidente

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Era il 5 giugno 2024 quando Barry “Butch” Wilmore e Sunita Williams salirono a bordo della capsula Starliner della Boeing con un programma semplice: otto, forse quattordici giorni nello spazio, poi a casa. Tornarono sulla Terra 286 giorni dopo, a bordo di una navetta della concorrente SpaceX. Nel mezzo, una delle crisi più imbarazzanti della storia recente della NASA.

Ora, a distanza di quasi due anni da quel lancio, l’agenzia spaziale americana ha reso pubblico un rapporto di 300 pagine che non lascia spazio a interpretazioni: la missione è stata classificata come “incidente di tipo A, la categoria più grave prevista dai protocolli NASA — la stessa che fu applicata ai disastri degli shuttle Challenger e Columbia. Una equiparazione che fa riflettere, anche se l’amministratore Jared Isaacman ha tenuto a precisare che la classificazione è definita da soglie economiche di danno, non da una equivalenza in termini di tragedia umana. In questo caso, per fortuna, nessuno perse la vita.

Le cause. Le cose iniziarono quasi subito ad andare storte. Durante le manovre di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale, la navicella subì perdite di elio dal sistema di propulsione e diversi propulsori di manovra smisero di funzionare correttamente.

L’attracco

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