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Mps-Mediobanca, il piano del ceo Lovaglio promette 3,7 miliardi di utile nel 2030 e 16 miliardi di dividendi in cinque anni

di Daniela Polizzi

Generali rappresenta l’8% dei ricavi (pari a 600 milioni) e al 2030 apporterà 800 milioni. La fusione tra il Monte e Mediobanca e è attesa entro la fine dell’anno. Lunedì la lista del cda con 20 nomi. Si lavora ai concambi

«Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti». Ecco la sintesi del piano del Monte dei Paschi al 2030, un progetto che il ceo Luigi Lovaglio ha battezzato Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario. Ha scelto un titolo lungo, il manager, per rappresentare il futuro dell’unione tra due banche tanto diverse come Mps e Mediobanca che, secondo il percorso tracciato saranno fuse in un’unica entità.  

Un futuro che si prospetta interessante per gli azionisti visto che il nuovo gruppo prevede di raggiungere un utile netto rettificato di 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi al 2030 e di distribuire nell’arco di piano circa 16 miliardi agli azionisti. La strategia è di costruire un polo integrato, terzo protagonista bancario in Italia con oltre 7 milioni di clienti attinti

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