
di Viviana Mazza, inviata a Washington
Il deputato repubblicano: «Ci sono documenti che sono stati trattenuti e non pubblicati, ci sono documenti che sono stati esageratamente oscurati, ci sono documenti che non ammettono neppure di avere e che bisogna che siano diffusi»
I Clinton e Trump tornano sotto l’obiettivo dei file Epstein. Ne abbiamo parlato con Thomas Massie, il deputato repubblicano del Kentucky diventato una spina nel fianco di Trump, perché si è battuto assieme al collega democratico Ro Khanna per il passaggio della legge che ha obbligato il dipartimento di Giustizia a pubblicare i file su Epstein e perché ha sfidato la Casa Bianca su altri temi, dai dazi al Venezuela (e Trump ha reclutato un ex Navy Seal per sfidarlo alle primarie repubblicane in primavera). Massie critica Trump perché «il presidente continua a definire i file di Epstein una “truffa”», anche se il deputato, che il Corriere incontra sulla scalinata del Congresso nel giorno dello «Stato dell’Unione», ha anche applaudito Trump ripetutamente durante il discorso di martedì.
Ritiene preoccupante il fatto che sembrano esserci documenti che potrebbero riguardare il presidente Trump rimossi dai file pubblicati dal dipartimento di Giustizia?
«Io non sono una di quelle




