Le contraddizioni di Bruxelles
Microlino parla di “una contraddizione evidente” perché “da una parte, si dichiara di voler incentivare le auto elettriche economiche e urbane, dall’altra parte si lasciano fuori proprio i veicoli più leggeri ed efficienti oggi disponibili sul mercato europeo”. Difatti, se le microcar saranno escluse dal meccanismo, i produttori non potranno beneficiare né dei “supercrediti” né del fleet pooling.
“In altre parole, resta ai margini del sistema proprio chi realizza veicoli integralmente elettrici e progettati per ridurre peso, consumo energetico e utilizzo di materiali”, prosegue l’azienda, secondo la quale è “evidente” un ulteriore paradosso anche sul piano competitivo: “Con l’introduzione della nuova classe M1e, i costruttori potranno contare su coefficienti premiali e incentivi diretti all’acquisto in diversi Paesi europei, mentre le microcar L7e resteranno escluse. Questo crea una distorsione strutturale e non in linea con l’obiettivo della sostenibilità ambientale, oltre a indebolire la competitività industriale della Regione penalizzando le produzioni Made in Europe, come i quadricicli”.




