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A Brescia la pizza diventa riscatto sociale grazie al corso di Ciro Di Maio

All’appello si sono presentati sei giovani disoccupati: due indiani, un egiziano, un cingalese e due italiani. È così iniziato il corso per pizzaioli promosso da Ciro Di Maio a Brescia, lontano dal mare ma non dall’odore di farina e lievito. Dopo aver lasciato Frattamaggiore, alle porte di Napoli, e aver costruito nel Nord Italia una carriera solida da pizzaiolo e imprenditore, oggi il suo mestiere prende una direzione nuova: diventare strumento di riscatto sociale. È così che prosegue l’avventura di “San Ciro”, la sua pizzeria con sede a Brescia. Il nome del locale deriva da quello dei nonni, sia materno che paterno, di Ciro. Figure importanti nella sua vita, come quella del padre, che per rimediare al suo passato ha dedicato il suo tempo al volontariato e ad aiutare i giovani a uscire dalla droga, collaborando con una comunità per salvare i tossicodipendenti.

A Brescia la pizza diventa riscatto sociale grazie al corso di Ciro Di Maio

Il pizzaiolo Ciro Di Maio

La pizza come strumento di riscatto e integrazione

Chef Ciro è convinto che la pizza sia molto più di un prodotto gastronomico. È una lingua universale, comprensibile a tutti, che può diventare un ponte tra chi arriva e chi accoglie, tra chi ha perso

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