Serena Brancale ha dormito male. Le lacrime della prima serata, l’emozione per il ricordo della mamma scomparsa, la classifica della Sala Stampa che ha promosso «Qui con me» nella Top5… «In realtà mi ha tenuto sveglia il cellulare che ha vibrato tutta la notte… Un messaggio dopo l’altro… e li ho voluti leggere tutti», racconta la cantautrice davanti a un piattino di zenzero e peperoncino fresco che «in piccole dosi fanno bene alle corde vocali».
Il messaggio più bello?
«Quello di Mengoni. Ha provato lo stesso dolore mio e con poche parole mi ha fatto sentire che siamo tutti sulla stessa barca».
La commozione era arrivata già alle prove generali. Pensava di averla superata?
«Quando avevo realizzato che il debutto vero sarebbe stato il giorno dopo, mi sono domandata se sarei riuscita a sentire la stessa potenza… È stata ancora più forte».
Questa sera e sabato?
«Credo che sarà uguale. Per la finale indosserò anche un abito di mia madre. Qualche mese fa, non trovando lo stile giusto per Sanremo, ho pensato di guardare nel suo armadio: era un’esteta».
Ripercorra l’esibizione…
«Mi sono sentita dentro alle parole. Come se mia madre fosse lì di fronte, come se volessi andarla a prendere. Ho sentito l’acuto finale dentro la testa




