
di Viviana Mazza, inviata a Washington, e Guido Olimpio
Il presidente degli Stati Uniti si riferisce ai missili in grado di raggiungere obiettivi in un range compreso tra i 1.300 chilometri (Shahab 3) e i 2 mila chilometri (Khorramanshahr)
Trump ha parlato dell’Iran nel discorso sullo stato dell’Unione, senza chiarire se abbia intenzione di attaccare. Per la prima volta il presidente afferma anche che l’Iran sta sviluppando missili che possono colpire l’America: «Hanno già sviluppato missili che possono minacciare l’Europa e le nostre basi all’estero, e stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti». «Grosse bugie»: è la replica dell’Iran. «Persone terribili», dice Trump degli ayatollah, ricordando i manifestanti uccisi.
Poi sul programma nucleare di Teheran: «Abbiamo distrutto tutto e adesso vogliono ricominciare. Vogliono fare un accordo ma non abbiamo sentito le parole segrete: “Non avremo mai un’arma nucleare”».
Chris Coons, senatore democratico e veterano di politica estera, dice al Corriere: «Il presidente ha ammassato un’armata di navi e aerei pronti ad attaccare l’Iran ma non ha presentato in modo convincente motivazioni e obiettivi. In passato ha dichiarato che l’operazione Midnight Hammer ha obliterato il programma nucleare, e allora perché usare la forza?».




