Nel periodo finale della sua presidenza, Barack Obama disse una frase memorabile rivolta ai giovani americani. Disse: Se aveste la possibilità di scegliere in quale epoca storica e in quale luogo del mondo nascere, non dovreste avere alcun dubbio, oggi in America nascere significa nascere nella società più prospera, con maggiori opportunità e il massimo progresso della storia umana. Era tutto vero, ma quella frase cade nel vuoto rispetto alla cultura apocalittica delle giovani generazioni.
E così, allo stesso modo, il discorso di ieri dello Stato dell’Unione di Donald Trump non è sicuramente stato efficace nella parte in cui ha descritto l’età dell’oro in cui vive l’America. I politici hanno questo vizio, descrivono la nazione come un inferno, un panorama di macerie quando governano i loro avversari e poi improvvisamente cambiano tono. Questo non li rende particolarmente credibili.
La situazione dell’America non è quella di un età dell’oro, a meno di guardare una prospettiva storica di lungo periodo nei 250 anni di storia degli Stati Uniti. Sì, questa è un’epoca piuttosto fortunata, ma nell’insieme l’economia americana di oggi è la stessa che Trump ha ereditato da Biden. Va piuttosto bene, ma c’è un grosso problema quello del




