La pagella all’Età dell’Oro di Donald Trump oggi è sul Wall Street Journal. In tempi di passioni ideologiche sfrenate, è un approccio salutare: una pagina di numeri, dati e grafici, per misurare in modo serio lo stato dell’economia.
Trump è un personaggio anomalo e sempre eccessivo, ma almeno un vezzo lo accomuna a tutti i politici: descrive una situazione catastrofica quando è all’opposizione, paradisiaca quando governa lui. Queste esagerazioni possono far presa su una base elettorale molto convinta e militante, ma il grosso dei cittadini quando sente parlare di economia pensa alla propria esperienza concreta e non si fa incantare dalla retorica dei comizi.
La pagella del Wall Street Journal è più istruttiva degli slogan. Ne faccio un riassunto e una semplificazione, riportando gli indicatori che misurano lo stato dell’economia secondo il maggiore quotidiano economico finanziario degli Stati Uniti.
(Nota per il lettore italiano: il WSJ è di proprietà di Rupert Murdoch ma la sua redazione non prende ordini dal magnate australiano, il quale peraltro ha avuto rapporti turbolenti e tempestosi con Trump. Comunque, sia nelle pagine dei commenti – più politicizzate – sia in quelle di cronaca, questo quotidiano è piuttosto anti-trumpiano perché rimane fedele ai principi




