ANCHE I RICCHI PIANGONO
Dopo anni di bilanci non proprio positivi, l’Aston Martin ora è costretta a tirare la cinghia. Il costruttore britannico, famoso anche per per le auto di James Bond, ha infatti annunciato un taglio della forza lavoro pari al 20%, cioè circa 600 persone su un totale di 3.000 dipendenti. L’obiettivo è chiaro: abbattere i costi fissi per risparmiare 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) già entro la fine del 2026. Il provvedimento si è reso necessario in parte a causa dei dazi statunitensi, che hanno reso le sportive inglesi decisamente meno competitive oltreoceano, dall’altro da una domanda tiepida in Cina, un tempo miniera d’oro per i marchi di lusso europei.
L’ELETTRICO PUÒ ATTENDERE
Le consegne dell’Aston Martin nel 2025 sono state di sole 5.448 auto, segnando un calo del 10% rispetto alle 6.030 unità del 2024, con un fatturato di 1,46 miliardi di euro, che equivale a -21% rispetto a un anno prima. Per far quadrare i conti il presidente Lawrence Stroll ha dovuto rivedere anche i piani per il futuro. Il piano di investimenti quinquennale scende da 2 a 1,7 miliardi di sterline. I tagli riguardano principalmente le somme dedicate allo sviluppo delle




