L’oleoturismo in Italia è cresciuto del 37% tra il 2021 e il 2024, con oltre 619 mila imprese olivicole e più di 500 cultivar coinvolte. Toscana e Puglia guidano le preferenze dei viaggiatori, seguite da Sicilia, Umbria e Liguria. L’esperienza si evolve: dalle degustazioni ai frantoi alle cene in uliveto e itinerari multisensoriali, integrando benessere, cultura e territorio. Il settore coinvolge ristorazione, musei e strutture ricettive, attirando anche la Generazione Z. Sul mercato interno il 70% sceglie degustazioni con abbinamenti gastronomici, mentre i turisti internazionali, soprattutto da Germania, Francia, Svizzera e Stati Uniti, mostrano maggiore propensione al segmento premium (fino a 100 euro per esperienza). L’oleoturismo diventa così leva di valorizzazione del territorio, identità culturale e sostenibilità, confermando l’olio extravergine come simbolo del patrimonio italiano.
Oleoturismo, cresce in Italia l’interesse per esperienze tra ulivi e frantoi
L’oleoturismo si conferma tra i segmenti più dinamici del turismo enogastronomico italiano. Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1%, mentre sette italiani su dieci lo considerano un simbolo del patrimonio culturale e




