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Sono una toga progressista e vi spiego perché voterò Sì

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La mia posizione su questa riforma nasce da una riflessione lunga e anche molto travagliata, che mi ha costretto a fare i conti con la mia storia professionale. Sono entrato in magistratura nel dicembre del 1987. Nei corridoi del Palazzo di giustizia di Palermo incontrai Giovanni Falcone che con altri colleghi poco tempo prima aveva dato vita al Movimento per la giustizia. Alle elezioni del 1990 per il Consiglio superiore della magistratura fui tra i pochi – pochissimi – a votarlo. Fu un insuccesso, ma quell’esperienza segnò profondamente il mio modo di intendere il ruolo del magistrato. Da allora ho continuato l’impegno associativo, riconoscendomi nei valori di quella stagione.

Negli anni ho svolto funzioni diverse: prima giudice, poi pubblico ministero a Marsala e a Palermo, lavorando anche nella Direzione distrettuale antimafia, in prima linea nel contrasto a Cosa nostra nella provincia di Trapani. Ho poi lasciato la toga per una parentesi di impegno politico-amministrativo alla Regione siciliana e sono tornato in magistratura come magistrato di sorveglianza a Napoli. Oggi svolgo le funzioni di sostituto procuratore presso la Procura per i minorenni di Palermo.

Nei primi anni Duemila sono stato eletto presidente dell’Associazione nazionale magistrati del distretto di Palermo e successivamente ho continuato

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