
di Massimo Gaggi
Nel discorso sullo stato dell’Unione, Trump ha tracciato una strategia che ha galvanizzato i suoi parlamentari. Intimoriti da un momento negativo e decisi ad aggrapparsi al presidente per non perdere il posto nel voto di midterm
Era il momento peggiore per lui: sondaggi che espongono la sua crescente impopolarità e i repubblicani spaventati e disorientati perché il vento del trumpismo non gonfia più le loro vele, mentre i democratici senza una chiara leadership e un progetto politico sono un bersaglio sfuggente, difficile da attaccare.
Nel suo torrenziale discorso sullo Stato dell’Unione, Donald Trump è riuscito a suscitare quello che è apparso un entusiasmo convinto dei parlamentari conservatori, al di là degli ovvi applausi di rito, anche quando ha accusato l’alta metà del Congresso, quella progressista, di essere composta da pazzi e nonostante abbia detto di nuovo che per i dazi farà da solo, senza bisogno di Camera e Senato. Uno scippo di poteri parlamentari assegnati dalla Costituzione e appena ribaditi dalla Corte Suprema, annunciato davanti alle Camere riunite.
I repubblicani si sono spellati le mani perché a otto mesi da elezioni di midterm nelle quali molti di loro rischiano di perdere il seggio, sono




