
di Luca Gasperoni
Una sola candidata ufficiale nei tre capoluoghi, strappi interni e tentazioni civiche per uscire dallo stallo. Centrodestra e centrosinistra sono in difficoltà
Una manciata di candidati in campo, coalizioni appena accennate e una grande difficoltà ad individuare i volti giusti per guidare i Comuni di domani. A tre mesi dalle elezioni amministrative, in Toscana domina l’incertezza: da un lato la frammentazione del centrosinistra, figlia della competizione interna alla coalizione e di una crescente distanza tra vertici regionali e territori, dall’altro l’unità del centrodestra minata dalla carenza di candidati e da un sempre complicato rinnovamento della classe dirigente.
In palio nella tornata elettorale toscana di primavera ci sono tre capoluoghi di provincia — Prato, Pistoia e Arezzo — e altri 17 Comuni tra cui spiccano Viareggio, Sesto Fiorentino, Figline-Incisa Valdarno.
Il primo turno di voto è fissato per domenica 24 e lunedì 25 maggio, l’eventuale ballottaggio si terrà invece il 7 e 8 giugno.
Occhi puntati sui tre capoluoghi di provincia, teatro di sfide dall’esito tutt’altro che scontato: ad Arezzo e a Pistoia il centrodestra governa da un decennio con il centrosinistra a caccia di una riconquista, Prato invece è commissariata dallo scorso




