
di Andrea Laffranchi, inviato a Sanremo
Il grande paroliere ieri sera ha ricevuto il massimo riconoscimento durante la prima serata del Festival. «Sanremo? Non seguo più la gara, ma non faccio il critico»
SANREMO Premio alla carriera. E che carriera. Lei Mogol ha vinto 4 volte il Festival…
«Sono onorato: è un premio importante e non devo far altro che ringraziare».
Quattro vittorie…
«Più una vittoria morale».
Qualche giuria o combine le ha tolto una vittoria meritata?
«Nooo… Era il 1964 e avevo scritto il testo di “Una lacrima sul viso” per Bobby Solo. Lui arrivò afono e mio padre (Mariano Rapetti, manager della Ricordi ndr) ebbe la felicissima idea di farlo cantare, a quel punto squalificato, in playback. La tecnologia per riprendere il suono dal vivo allora non era avanzata e così la sua esibizione in playback risuonò limpidissima rispetto alle altre. Diventò il successo dell’anno».
Il ricordo più bello?
«La prima vittoria, nel 1961. Scrissi “Al di là” con Donida e quando ci venne detto che l’avrebbe cantata Betti Curtis eravamo felicissimi perché lei era giovane e famosa. All’epoca c’erano però due interpreti per ogni brano e il secondo fu Luciano Tajoli. Non ci convinceva, ci sembrava




