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Il rifiuto al Papa e la risposta che oggi nessun politico oserebbe dare: quando De Gasperi fece infuriare Pio XII pur di non allearsi con i fascisti

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di Antonio Polito

C’era una volta de Gasperi – Quarta puntata| Successivamente il pontefice si vendicò, rifiutandogli un’udienza privata. La replica del leader della Dc: «Come cristiano accetto l’umiliazione, ma come presidente del consiglio esprimo lo stupore per un rifiuto così eccezionale»

De Gasperi era un cattolico devotissimo e obbediente, ma anche un uomo politico profondamente laico, convinto che a chi governa spettasse il compito di perseguire l’interesse del Paese, più che della Chiesa. Fu questa sua convinzione al centro del grande scontro che l’allora presidente del Consiglio ebbe nel 1952 con Papa Pio XII. Si avvicinavano le elezioni amministrative in grandi città italiane, Roma tra queste. E la destra, monarchica e missina, era chiaramente in crescita, soprattutto al Sud; anche a causa della reazione dei ceti possidenti nei confronti delle riforme sociali (quella agraria in primo luogo) avviate dal governo De Gasperi. 

Papa Pacelli era ossessionato dal timore che la Città Eterna cadesse nelle mani delle sinistre, le quali avevano presentato una lista civica comune (il Blocco del Popolo) e ne avevano affidato la guida a Francesco Saverio Nitti, una grande personalità del regime liberale e prefascista. Per evitare questo esito, che considerava sacrilego, Pio

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