Trump contro le ombre: «Usa, 250 anni: forti, prosperi, rispettati»
«L’America a 250 anni: forte, prospera, rispettata»: era tema ufficiale del lungo discorso sullo stato dell’Unione pronunciato da Trump — alle 3 del mattino in Italia — di fronte al Congresso in seduta comune, ai giudici della Corte suprema (il primo faccia a faccia dopo la «bocciatura» dei dazi) e a milioni di telespettatori. Una celebrazione dei 250 anni dall’indipendenza che si festeggiano a luglio, ma anche un discorso soprattutto sull’economia. È un momento di vulnerabilità per Trump, che ha il tasso di popolarità più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca, anche su economia e immigrazione, i temi che lo hanno portato alla vittoria. Quasi sei americani su 10 dicono che lo stato dell’Unione non è «forte». Il 57% disapprova la sua gestione dell’economia. La cosa più preoccupante per i repubblicani è che sta perdendo terreno tra gli elettori indipendenti. Temono di perdere la maggioranza alla Camera alle elezioni di midterm di novembre (qualche preoccupazione c’è anche per il Senato): se accade, il presidente potrà dire addio al suo programma negli ultimi due anni.




