
di Lorenzo Cremonesi, da Kiev
Nel 2023 venne Biden, Trump tace. Il messaggio di Zelensky
Mancano gli americani, ed è in fondo questa l’assenza che più preoccupa Volodymyr Zelensky. E gli europei arrivano divisi ma promettono «sostegno totale e incrollabile» all’Ucraina nonostante l’opposizione di Viktor Orbán e Robert Fico: «La parola si mantiene, il prestito verrà erogato a breve» hanno assicurato Ursula von der Leyen e António Costa. Da Mosca ribadiscono che non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi di quella che ancora chiamano «operazione militare speciale».
Dunque i combattimenti continuano, ma guai a definirli guerra in Russia! Tuttora il regime ti può sbattere in carcere per cinque anni.
Zelensky ha voluto rivolgersi agli europei rimasti a casa, da una stanza del bunker segreto sotto il suo ufficio in via Bankova, nel centro della capitale, dove trascorse i primi mesi di guerra. «Qui parlavo con i leader mondiali, qui ricevetti la telefonata di Joe Biden che si diceva pronto ad aiutarmi per lasciare l’Ucraina. Gli ho detto che volevo armi, non un taxi», ha insistito il presidente ucraino a sottolineare la volontà di resistenza che ancora domina nel Paese. Ma diciamo la verità, ci sono




