
La consulenza depositata dalla professoressa Cattaneo riscrive la dinamica del delitto di Garlasco. Ecco perché tutto cambia
Trecentocinquanta pagine secretate. E, soprattutto, un punto fermo che riscrive diciotto anni di storia giudiziaria. La professoressa Cristina Cattaneo, consulente della procura di Pavia, ha depositato la sua relazione sul delitto di Garlasco. Il documento (cardine della nuova indagine che vede Andrea Sempio al centro delle investigazioni) è nelle mani del procuratore Fabio Napoleone e del suo vice Stefano Civardi. Il contenuto è ancora coperto da segreto, ma una conclusione chiave è già trapelata: l’aggressione a Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nel villino di via Pascoli, non durò pochi minuti. Fu un’aggressione in due fasi, più lunga di quanto stabilito dalla sentenza che condannò Alberto Stasi.
L’alibi del computer
Quella ricostruzione temporale rappresenta veramente il cuore del caso. Perché dilatare i tempi dell’aggressione significa rimettere in discussione la condanna di Stasi. La logica è semplice: tra l’apertura della porta di casa Poggi e l’accensione del computer di Stasi trascorsero 23 minuti. Secondo la sentenza definitiva, quel lasso di tempo era sufficiente perché Stasi uccidesse la fidanzata, si ripulisse, facesse sparire l’arma e tornasse a casa. Una sequenza possibile, ma




