
di Alessandro Sala
Italian Horse Protection si schiera con la proposta di cambiare lo status degli equidi. Tre i disegni di legge presentati. Il no delle associazioni di categoria e di Federcaccia
Un endorsement importante alla proposta di legge Brambilla per il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione, e alle altre due proposte analoghe arrivate dall’opposizione, arriva da Italian horse protection (Ihp), la principale associazione di tutela degli equini in Italia, che gestisce tra l’altro il centro di recupero di Montaione dove trovano accoglienza gli animali sottratti a diverse forme di maltrattamento. «È un primo passo importante – sottolinea il presidente, Sonny Richichi -. Ci sono tuttavia alcuni limiti da superare e vanno trovate le risorse per l’attuazione. Il nodo fondamentale resta quello della tracciabilità».
L’iter della legge ha iniziato a muovere i primi passi la scorsa settimana, nella commissione Agricoltura della Camera. Non sarà un percorso semplice, perché nonostante la proposta principale arrivi dagli ambienti della maggioranza (Michela Vittoria Brambilla fa capo a Noi Moderati) e sia affiancata da altri due testi presentati da Luana Zanella di Avs e da Susanna Cherchi del M5S, nella coalizione che sostiene il governo sono già in molti ad avere espresso




