EVOLUZIONE DI UNA TECNICA
Tragedie come quella del ponte Morandi mettono in evidenza la fragilità di alcune infrastrutture. In Svizzera, per far fronte all’indebolimento dei ponti in cemento armato, i ricercatori dell’Empa (il laboratorio federale per la scienza e la tecnologia dei materiali) hanno messo a punto un metodo di consolidamento che combina per la prima volta un calcestruzzo fibrorinforzato ad altissime prestazioni (UHPFRC) con l’acciaio “a memoria di forma”.
Attualmente, il rinforzo dei ponti avviene applicando uno strato di calcestruzzo speciale, molto denso e impermeabile, sopra le solette esistenti, inserendo al suo interno le comuni barre d’acciaio. Il team svizzero ha evoluto questa tecnica, sostituendo l’armatura tradizionale con barre in lega di ferro a memoria di forma (Fe-SMA): si tratta di un materiale “intelligente” che ha la capacità di recuperare la propria forma originaria se riscaldato.
Una volta installate e portate a circa 200 °C, le barre tentano di contrarsi, ma essendo bloccate dal calcestruzzo generano una forza interna (precompressione) capace di chiudere le fessure e sollevare le parti deformate della struttura, senza bisogno di complessi macchinari per la messa in tensione.
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PONTE PIÙ RIGIDO
L’efficacia del sistema è stata verificata attraverso test su larga scala presso




