di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Operativa la tariffa temporanea di 150 giorni prevista dalla Section 122. Il dazio più alto è nelle intenzioni del presidente ma non è ancora formalmente applicato
Non è (ancora) il 15% evocato nell’ultimo messaggio presidenziale, ma quello inizialmente previsto dalla proclamazione firmata venerdì scorso a seguito della sentenza della Corte Suprema che ha bocciato la politica tariffaria di Trump. Da questa mattina di martedì 24 febbraio, alle 00:01, ora della costa Est degli Stati Uniti, è entrato in vigore il dazio globale del 10% sulle importazioni, così come scritto nel provvedimento emanato dal presidente all’indomani della bocciatura.
Nei giorni scorsi, dopo che il presidente aveva scritto sulla sua piattaforma social Truth dell’intenzione di portare i dazi fino al 15%, in molti — mercati compresi — si aspettavano immediata la stretta più dura. Ma il testo giuridico che oggi diventa operativo parlava fin dall’inizio di un’aliquota del 10%, lasciando solo la possibilità legale di un aumento successivo. Un aumento che, per ora, non è stato ancora formalizzato con un atto amministrativo.
La svolta dopo la sentenza
Il passaggio chiave resta la decisione dei giudici supremi, che venerdì hanno dichiarato illegittimo l’uso dei poteri




