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«El Mencho» trovato grazie agli spostamenti della sua amante: così è stato ucciso il narcos

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di Sara Gandolfi

Il boss non lascia eredi designati: il figlio è in carcere negli Usa

Messico in fiamme dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto «El Mencho». La versione ufficiale è che il leader del potentissimo cartello Jalisco Nueva Generación, individuato grazie a una soffiata dell’intelligence Usa che seguiva gli spostamenti della sua amante, sia morto lungo il tragitto in elicottero dal luogo della cattura, tra i boschi fuori dalla città di Tapalpa, verso l’ospedale. Versione smentita dal giornalista Ioan Grillo, uno dei maggiori esperti in criminalità, secondo cui «la decisione di non farlo arrivare vivo è stata presa in Messico». Sapeva troppe cose e aveva ucciso troppi militari, oltre a giudici, funzionari, politici, giornalisti e agenti di polizia…

La notizia della fine del narco-boss ha scatenato una sorta di guerra civile in vari stati del Messico, principalmente a Jalisco, nella sua capitale Guadalajara e in altre città sulla costa del Pacifico, tra cui la località turistica di Puerto Vallarta. Il cartello avrebbe offerto una taglia di 20.000 pesos (quasi 1.000 euro) per ogni militare ucciso. Il ministro della Sicurezza, Omar Garcia Harfuch, ha riferito che almeno 30 membri del cartello, 27 militari della Guardia civile

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