di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Dagli spot da centinaia di migliaia di euro alle telepromozioni milionarie, fino al cachet di Carlo Conti e ai rimborsi per i Big: i conti del Festival e l’impatto economico record
Il Festival di Sanremo continua a fare quello che alla Rai riesce sempre meno con il resto del palinsesto: trasformare la televisione in una macchina che macina ascolti, soldi e attenzione collettiva. Dopo i 65 milioni di euro raccolti con la pubblicità nell’ultima edizione, il Festival targato Carlo Conti bis si avvia a ritoccare ancora una volta il proprio record, sospinto da ascolti in crescita e da listini pubblicitari già corretti verso l’alto.
Sanremo è rimasto l’ultimo vero evento generalista capace di fermare il Paese davanti allo schermo. Nel 2025 ha viaggiato su una media di 12,5 milioni di spettatori a sera, arrivando a coinvolgere complessivamente oltre 38 milioni di italiani (insomma più di un abitante su due). Numeri che oggi nessun altro programma riesce neppure ad avvicinare e che consentono alla Rai di vendere ogni secondo di pubblicità come fosse oro.
Quando uno spot vale come una casa
Stando ai listini pubblicitari, per il 2026 le tariffe sono salite di circa




