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Export, parlano le aziende dell’agente che ha battuto Trump sui dazi: «Importatori in difficoltà e meno ordini: il 2026 sarà l’anno della verità»

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di Federico Nicoletti

L’importatore di vini Victor Schwartz rappresenta due cantine venete negli Usa. Ma oltre ai dazi preoccupa il cambio negativo del dollaro

Davide contro Golia. Un piccolo importatore di vini di New York, contro il presidente che usa i dazi come una clava, e che ha reagito alla sconfitta davanti alla Corte suprema, dichiarando di voler aggiungere un ulteriore 10% di tariffe. In una mossa che rischia di aggiungere incertezza ad incertezza: «Una buona notizia, ma auspichiamo che la situazione si chiarisca il prima possibile», ha detto venerdì la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron. «Aspettiamo: un quadro lo avremo di qui a sei mesi – aggiunge il presidente del Consorzio Prosecco doc, Giancarlo Guidolin -. Per ora gli importatori lavorano e più che il dazio ci preoccupa il cambio negativo del dollaro». Ma la causa dell’importatore di vini Victor Schwartz e della sua Vos Selections, mossosi insieme ad altre quattro aziende industriali, è interessante anche perché ha legami che la collegano al Veneto. Impensabile che non ci fossero, per una regione che vive di export.

Le cantine venete

Così dal sito di Vos si scopre che tra le decine di aziende e di etichette

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