C’è un momento di silenzio perfetto in sala riunioni, qualcuno sta per parlare, tutti trattengono il fiato… e invece parla lo stomaco. Un gorgoglio netto, deciso, quasi teatrale. Chi lo possiede arrossisce, chi lo sente sorride, e lui – lo stomaco – continua imperterrito come se avesse preso la parola in assemblea. Succede a tutti, prima o poi. E dietro quel suono che sembra un piccolo terremoto addominale non c’è imbarazzo, bensì fisiologia allo stato puro.

Quando lo stomaco “parla” c’è una ragione precisa: cosa succede dentro di noi
Quando il cervello accende lo stomaco
Per capire perché lo stomaco “brontola” bisogna partire da lontano, cioè dal cervello. La digestione infatti non comincia quando mangiamo, ma molto prima. Come riportano gli esperti di Humanitas Salute, esiste una fase preparatoria chiamata fase cefalica, durante la quale basta pensare al cibo, sentirne l’odore o vederlo per attivare una cascata di segnali nervosi e ormonali. La corteccia cerebrale avvisa lo stomaco attraverso il nervo vago, e lo stomaco si mette al lavoro producendo succhi gastrici come se il pasto fosse già arrivato. È una sorta di prova generale digestiva. Il risultato, quando lo stomaco è vuoto,




