
di Redazione Esteri
Secondo il giornale britannico, Carlo ricevette un’informativa sulle attività illecite dell’ex principe, e in particolare sui suoi rapporti con il controverso finanziere milionario David Rowland
Già nel 2019, re Carlo è stato messo in guardia: il nome della Corona rischiava di essere strumentalizzato dalle imprese del principe Andrea. E non ha agito. Questa storia è raccontata dal Mail on Sunday che spiega come un’informativa anonima recapitata a Palazzo puntava il dito contro i legami nascosti tra l’ex duca di York – arrestato giovedì e poi rilasciato – e il controverso finanziere milionario David Rowland, accusato di aver sfruttato i suoi agganci reali per trarne profitto.
Quei documenti, visionati dal giornale britannico, dimostrano come Andrea avesse di fatto delegato a Rowland i suoi compiti istituzionali. «Le azioni di Sua Altezza Reale il duca di York suggeriscono che considera il rapporto con David Rowland più importante di quello con la sua famiglia», si leggeva nell’email mandata al segretario privato di Carlo, Clive Alderton, e all’avvocato della regina.
L’informatore non si fermava lì: accusava Rowland di aver pagato Andrea per ottenere una licenza bancaria in Lussemburgo per la sua Banque Havilland, allegando presunti dettagli del conto




