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Russia-Ucraina, perché gli Usa vogliono un accordo entro l’estate? Il business da 12 mila miliardi con Mosca e l’illusione di Trump

di Luca Angelini

La critica dell’Economist alla strategia di Trump: fare affari per 12 mila miliardi di dollari con un Paese il cui Pil ne vale 2.200 è un po’ da libro dei sogni

Perché Donald Trump preme molto su Kiev (e molto meno su Mosca) perché si arrivi a un accordo almeno di tregua a lungo termine in Ucraina prima dell’estate? Perché le elezioni di midterm si avvicinano e i sondaggi sul gradimento della sua amministrazione sono sempre meno gradevoli per lui. Ma anche, come aveva scritto già a dicembre la corrispondente del Corriere dagli Usa, Viviana Mazza, «per ragioni di eredità politica» (vuole essere ricordato come il presidente che, in un modo o nell’altro, ha fatto cessare il conflitto). E, infine, «lui e i suoi inviati, da imprenditori, vedono anche la possibilità di affari legati alla ricostruzione».
Su quest’ultimo punto torna l’Economist, con un’analisi su quanto potrebbe davvero valere, per gli Stati Uniti, un deal, un accordo con Mosca. «Volodymyr Zelensky, citando rapporti dell’intelligence ucraina, sostiene che la Russia ha promesso accordi per un valore di 12.000 miliardi di dollari agli Stati Uniti in cambio dell’allentamento delle sanzioni e una fonte interna ritiene che un pacchetto

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