
Il presidente di Federmacchine e ceo di I-Tech: «Alcuni nostri importatori hanno intentato cause chiedendo il rimborso dei dazi. Ma potrebbero volerci mesi, se non anni»
Il presidente Trump ha rialzato il tiro annunciando tariffe del 15% al posto del 10% già anticipato venerdì, cosa vi aspettate?
«Ci siamo abituati al fatto che gli annunci del presidente Trump possono cambiare. Per il nostro settore, quello dei macchinari, il costo del dazio è un onere aggiuntivo per l’importatore e questo si riflette poi sul costo dei prodotti che andrà a realizzare con le nostre tecnologie. Al momento c’è grande incertezza. Speriamo di riuscire a capire qualcosa in più lunedì 23 febbraio», spiega Bruno Bettelli, ceo di I-Tech e presidente di Federmacchine.
Cosa succede il 23 febbraio?
«La Direzione generale per l’Europa e la Politica commerciale internazionale ha convocato una riunione in cui speriamo possano fornirci qualche informazione in più. Gli aspetti da chiarire sono diversi: dall’applicazione delle misure annunciate nelle ultime ore al destino dei dazi bocciati dalla Corte Suprema, per il momento ancora in vigore».
Tra i vostri importatori ci sono aziende che hanno fatto causa all’amministrazione Trump?
«Sì, molti hanno intentato cause chiedendo il rimborso dei dazi. Ma potrebbero volerci




