
di Paola De Carolis
Il bivio del dibattito in Parlamento. I 12 milioni a Giuffre soldi privati o pubblici?
LONDRA- Più trasparenza, meno principi e principesse, meno regge. Dal giorno più nero, quello dell’arresto di Andrea, Carlo studia con i suoi collaboratori come costruire un futuro che permetta alla monarchia di superare la crisi e instaurare un rapporto migliore con sudditi e istituzioni. Se già prima di diventare re, con l’appoggio della madre Elisabetta e del figlio William, aveva cominciato a mettere a punto una formula più snella per i Windsor, la riforma acquista una nuova urgenza ora che Andrea è sotto inchiesta e cominciano a venire a galla possibili malfatte commesse nel periodo in cui era inviato speciale del governo per il commercio estero e gli investimenti, nonché amico del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
All’orizzonte si profila un dibattito in parlamento sui reali, per via del desiderio di rimuovere Andrea dalla linea di successione al trono e la necessità per la manovra di una legge ad hoc . È un momento insidioso non tanto per l’ex principe, che non sembra destinato a uscire dalla vicenda a testa alta, quanto per tutti i Windsor. Le due camere




