
di Francesco Battistini
Storia di una rivalità sportiva diventata geoeconomica
DAL NOSTRO INVIATO
VERONA – «La geografia ci ha resi vicini. La storia ci ha resi amici. L’economia ci ha resi soci. E la necessità ci ha resi alleati. Quelli che la natura ha così unito, l’uomo non li separi» (John F. Kennedy, 1961).
«Essere i vicini dell’America è come dormire con un elefante. Non importa quanto amichevole sia la bestia: s’è influenzati da ogni sussulto e grugnito» (Pierre Trudeau, premier canadese, 1982).
«Americani e canadesi sono due persone che condividono un cuore. Non ci sono due nazioni sulla Terra così legate. E devo dire che mi piacciono tutte le vostre squadre, tranne i Leafs dell’hockey» (Joe Biden, presidente americano, 2023).
«Il Canada ha approfittato di noi» (Donald Trump, presidente americano, 2026).
Parlano la stessa lingua, amano gli stessi sport, bevono lo stesso orribile caffè. Condividono il confine più lungo del mondo, sette volte l’Italia. Han firmato il più antico accordo di libero scambio fra due ex colonie inglesi. Han combattuto le due guerre mondiali sullo stesso fronte, e idem nella Guerra Fredda. Han partecipato alle medesime missioni internazionali, sono stati insieme in Afghanistan (ma in Iraq, no: i canadesi si




