
di Enea Conti
In provincia di Rimini sulle coste insistono ben oltre 400 stabilimenti. Le concessioni sono diversificate, stabilimenti, bar, ristoranti e talvolta. I chioschi in riva al mare sono gestiti quasi sempre da concessionari diversi che in ottica Bolkestein dovranno partecipare a gare diversificate
La storia si ripete, uguale, anno dopo anno. Arrivano i primi raggi di sole, il clima mite ricorda che l’inverno precede sempre la primavera, e puntuale si provano – metaforicamente – i riflettori sulle spiagge ancora addormentate e circondate dalle dune anti mareggiate.
È presto per parlare di turismo, non è mai tardi per chiacchierare di aste, concessioni e Bolkestein. Regione, comuni e titolari di stabilimento attendono la pubblicazione del «bando modello» del governo e ora non hanno paura ad ammetterlo: «La verità è che l’esecutivo e in primis Giorgia Meloni con il suo partito ci hanno deluso. Risparmiamo solo il ministro Salvini. Noi siamo ancora in attesa e non sappiamo cosa ci riserverà il futuro», attacca il presidente di Sib Confcommercio Simone Battistoni.
E nell’attesa si fa strada la via riminese alle gare, che passa per i maxi accorpamenti di stabilimenti balneari.
Le concessioni balneari e il nodo di




