Semisconosciute, ma di grande valore rurale e nutrizionale. Dal Fagiolo della splendida Valvestino, al Castagno di Balestrera, fino al Mais di Suzzara: sono tre delle otto specie vegetali lombarde che entrano a far parte dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Il Registro è stato istituito dal Ministero dell’Agricoltura per riconoscere il valore di varietà locali a rischio di estinzione o erosione genetica. E salgono così a 36 le risorse lombarde vegetali e animali oggi tutelate a livello nazionale.

Il Fagiolo della Valvestino è tra le 8 varietà appena entrate nell’Anagrafe nazionale della biodiversità agricola Dai fagioli ai mais: le colture salvate dall’estinzione
Questi gli otto vegetali riconosciuti: in provincia di Brescia il Fagiolo della Valvestino e il Carciofo di Malegno, nel Mantovano viene riconosciuto il Mais di Suzzara, mentre nel Pavese il Pisello Precoce di Miradolo Terme e il Mais di Torre d’Isola. Sono della provincia di Bergamo il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Castagno di Balestrera. Completa il quadro la provincia di Sondrio con la Patata Bianca di Starleggia. Iscrivere una varietà a questa Anagrafe significa non solo delimitarne l’origine territoriale e le caratteristiche distintive ma, di fatto, certificarne l’esistenza. Non è un elenco simbolico:




