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Quando la Corte Suprema finì nel mirino di Franklin Delano Roosevelt (che tentò di rivoluzionarne la composizione)

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di Mauro della Porta Raffo

Gli strali dell’attuale presidente americano contro i giudici ricordano quelli di Franklin Delano Roosevelt il quale addirittura tentò invano di sovvertirne la regolamentazione.

La Corte Suprema degli Usa è l’unico organo giudiziario espressamente previsto dalla Costituzione americana che, accanto ad esso, elenca «quelle Corti minori che il Congresso potrà, di tempo in tempo, creare e costituire» (ed, ovviamente, se del caso, sopprimere, in mancanza di una espressa garanzia costituzionale, concessa, quindi, solo alla Corte stessa). 

Risulta, quindi, del tutto evidente che nella mente dei partecipanti alla Convenzione dalla quale trasse origine la Costituzione degli Stati Uniti la Corte Suprema doveva essere il più alto Tribunale Federale cui era affidato il compito prevalente di una uniforme applicazione del diritto in tutti gli Usa ed una funzione equilibratrice, di garanzia del corretto andamento del meccanismo federale. 

Ma c’è di più, poiché un’ulteriore prerogativa spettante alla stessa Corte consiste nella cosiddetta «judicial review» e cioè nel controllo di costituzionalità delle leggi, siano esse statali o federali. Cosicché la Corte Suprema finisce con il cumulare, grosso modo, quelli che sono in Italia i compiti della Corte di Cassazione e di quella Costituzionale. È questa

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