
di Lorenzo Nicolao
Secondo le minoranze il progetto del centrodestra non sarà efficace per cambiare la percezione di pericolo dei bolzanini, né utile per migliorare la condizione dei vari quartieri, in città come in periferia
I cittadini chiedono sicurezza, ma le opposizioni sono convinte. Il «controllo di vicinato» promosso dalla Giunta comunale di Bolzano non è la strada da seguire. Per le minoranze l’impegno del sindaco Claudio Corrarati sul tema non raccoglierà i risultati sperati. Il progetto caro al centrodestra non sarà efficace per cambiare la percezione di pericolo dei bolzanini, né utile per migliorare la condizione dei vari quartieri, in città come in periferia.
L’esempio di Merano
Stefano Fattor, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, parte da un esempio altoatesino concreto. «A Merano hanno provato ed è fallito — ricorda —. Chi si propone, per l’impegno che richiede poi desiste e rinuncia non appena scompare l’entusiasmo iniziale». Gli 80 residenti che cominceranno la formazione a marzo non daranno, secondo Fattor, una svolta significativa. «Alla fine i compiti di sicurezza spettano sempre alle forze dell’ordine. Il cittadino incaricato non farebbe altro che rivolgersi a loro, come potrebbe già fare qualsiasi altro. Quindi a cosa serve? Si incoraggia




