di Isidoro Trovato
Il caso dei commenti sui candidati. Il Notariato: «Fiducia nelle autorità». L’identità di chi partecipa non dovrebbe essere nota alla commissione d’esame perché il nome del concorrente è contenuto in una busta separata
La vicenda è talmente paradossale che diventa difficile anche cercare di spiegarla. Lo scandaloso file che commenta la correzione delle tre prove scritte per il concorso alla magistratura è pieno di annotazioni molto discutibili e giudizi inammissibili. Eppure, negli ambienti dei notai, c’è anche chi sta cercando di spiegare il perché di quelle annotazioni. Si parte dall’elenco dei Santi che compare accanto al nome di alcuni dei candidati ammessi alla prova orale. Il sospetto (plausibile) è che quei Santi siano pseudonimi di altrettanti «protettori» in carne e ossa.
La strana logica
Secondo alcune fonti del notariato invece ci sarebbe una «strana logica»: i Santi starebbero soltanto accanto ai nomi dei candidati che hanno raggiunto il minimo della votazione, quindi per grazia ricevuta del santo competente.
La scelta del Santo? Dovuta al giorno della correzione, per esempio: il candidato con accanto S. Agata sarebbe stato valutato il 5 febbraio (che è appunto il giorno in cui si festeggia la protettrice di Catania) e così




