
La nuova generazione di monoposto 2026 di Formula 1 è scesa in pista nelle due sessioni di test in Bahrain e il verdetto dei piloti è tutt’altro che unanime. Più gestione dell’energia, meno velocità in curva e una Formula 1 percepita da molti come sempre più “elettrificata” e meno istintiva da guidare. Le parole di Max Verstappen, Fernando Alonso, Charles Leclerc e Andrea Kimi Antonelli fotografano bene i timori e le speranze di un paddock diviso fra innovazione tecnica e nostalgia per la “vecchia” F1.
Le monoposto 2026 sono più corte, più strette e circa 30 kg più leggere rispetto alla generazione precedente, con una riduzione importante del carico aerodinamico e della resistenza all’avanzamento. La rivoluzione più profonda riguarda però le power unit: la potenza è divisa in modo paritario tra motore termico e componente elettrica, con una MGU-K che arriva fino a 350 kW e una gestione dell’energia che diventa il vero centro della prestazione, supportata da aerodinamica attiva e modalità di sorpasso dedicate.
In pista questo si traduce in monoposto molto veloci in rettilineo, ma sensibilmente più lente in curva, con fasi di “lift-and-coast” e tagli di potenza programmati che condizionano il modo di guidare e di impostare




