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Iran, Trump valuta un raid mirato: ultimatum di dieci giorni tra trattativa e uso della forza

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Mentre Washington rafforza la presenza militare nel Golfo con caccia di ultima generazione e una seconda portaerei in arrivo, la Casa Bianca fissa un ultimatum di dieci giorni a Teheran: sul tavolo un’intesa sul nucleare oppure raid mirati che potrebbero aprire la strada a un’escalation regionale.

La Casa Bianca sta esaminando la possibilità di un’azione militare circoscritta contro l’Iran per spingere Teheran ad accettare un’intesa sul nucleare alle condizioni di Washington. L’ipotesi allo studio secondo il Wall Street Journal, non prevede, almeno in una prima fase, un’offensiva su vasta scala, ma un intervento calibrato, concepito come strumento di pressione per ottenere concessioni senza innescare una reazione regionale incontrollabile. Secondo fonti informate, qualora arrivasse il via libera presidenziale, l’operazione potrebbe scattare entro pochi giorni e concentrarsi su obiettivi militari o sedi istituzionali selezionate. Il segnale sarebbe inequivocabile: se l’Iran non interromperà le attività di arricchimento dell’uranio, gli Stati Uniti potrebbero ampliare significativamente il raggio d’azione, colpendo infrastrutture strategiche del sistema di potere iraniano, con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per la leadership di Teheran. L’opzione di un attacco limitato, finora rimasta sullo sfondo, indica che Donald Trump non esclude l’impiego della forza non solo come risposta al mancato accordo, ma anche come

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