
di Felice Naddeo
L’ex governatore rompe gli indugi: «Dovete andare a Pompei a piedi se decido di impegnarmi»
Finalmente l’ha detto. Vincenzo De Luca ha ufficialmente annunciato quello che da mesi tutti sanno, la ragione che ha portato alle dimissioni di Vincenzo Napoli e poi allo scioglimento del consiglio comunale, la causa di una mobilitazione generale che sta attraversando la città: si candiderà a sindaco di Salerno. Naturalmente l’ha fatto a modo suo. Sbeffeggiando alleati e campo largo, tracciando un megagalattico programma di rilancio, immaginando un futuro luminoso come se finora non fosse stato lui a decidere il destino politico e amministrativo locale. «Chi mi vuole votare, mi vota», è stata la prima affermazione tranchant. Per poi aggiungere, quasi respingendo le domande sulle alleanze e soprattutto sul campo largo: «Mi volete far bestemmiare?».
Eccolo. E’ tornato in forma smagliante il vicerè. Poco prima dell’auto incoronazione aveva eretto sé stesso praticamente a divinità: «Dovete andare a Pompei a piedi se decido di impegnarmi, per come siamo combinati». Alla Camera di Commercio, per il convegno “La libertà di partire, il diritto di restare”, c’è tutto il suo establishment in sala. E anche il figlio Piero, parlamentare e segretario regionale Pd,




