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La scelta del governo di colpire l’editoria

di Daniele Manca

Con la riformulazione di un emendamento al decreto Milleproroghe sono state tolte di netto quelle agevolazioni all’informazione, alla carta, che la maggioranza (ottenendo l’avallo anche dell’opposizione) inizialmente aveva proposto

Lo schiaffo brucia ancor di più perché a parole il governo e la maggioranza non fanno che richiamare giornali, giornalisti e mondo dei media a una sempre maggiore responsabilità nel loro lavoro. Alla necessità di un’informazione libera quanto accurata, forte nel contrastare la deriva dei social.
Di colpo tutto ciò si è trasformato soltanto in chiacchiere. Con la riformulazione di un emendamento al decreto Milleproroghe sono state tolte di netto quelle agevolazioni all’informazione, alla carta, che la maggioranza (ottenendo l’avallo anche dell’opposizione) inizialmente aveva proposto.

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Il sapore di una presa in giro se non qualcosa di più. Una voglia di voler far capire chi conduce il gioco e di colpire chi non è gradito. Tanto più che l’entità delle somme è nei dintorni degli zero virgola in un Paese che fa manovre da decine di miliardi.
L’informazione forte e di qualità diventa un qualcosa di non più necessario. Altro che pilastro della democrazia. A essere favorite, consapevolmente o meno poco

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