di Stefano Righi
Nel 2025 il risultato netto dei maggiori gruppi italiani è cresciuto di oltre il 14 per cento. Merito delle acquisizioni e del lavoro di razionalizzazione. Perché nel frattempo sono diminuiti i ricavi da interesse
Il 14,2 per cento di utili netti medi in più. Le cinque maggiori banche italiane sono passate dai 22,81 miliardi realizzati nel 2024 ai 26,053 miliardi realizzati nell’anno da poco concluso.
Unicredit si conferma la banca con maggiore capacità reddituale: ha superato i dieci miliardi di risultato, con una crescita anno su anno superiore all’11 per cento. Intesa Sanpaolo le è vicina, con 9,3 miliardi da dividere con i soci. Proprio la cedola è l’argomento principe delle strategie comunicative dei grandi gruppi bancari nazionali, che con generosi dividendi e piani di buy back, il riacquisto di azioni proprie, si garantiscono il sostegno degli azionisti e puntellano l’andamento del titolo in Borsa.
Sui listini azionari l’Italia ha le sue due prime banche ai vertici europei per capitalizzazione: entrambe al di sopra dei cento miliardi di euro. Se pensate che nove anni fa gli istituti italiani erano in coda alle graduatorie continentali per solidità e redditività, quello che appare oggi è un altro mondo.




