
di Paola De Carolis
Nove forze di polizia coinvolte nelle indagini. La regina Elisabetta spinse per un incarico pubblico per il figlio e lui da inviato speciale condivideva molte informazioni sensibili
«Sono qui a Balmoral, il campeggio estivo della famiglia reale… Come va a Los Angeles? Mi hai trovato qualche nuova amica inappropriata?». Un’email a Ghislaine Maxwell, del 16 agosto 2001, da quello che la compagna e complice di Jeffrey Espstein definisce «l’uomo invisibile» e firmata, semplicemente, A. «Ho proprio voglia di andare in un posto caldo con persone interessanti. Hai qualche idea?». Sono migliaia i documenti che tracciano i rapporti tra Andrea Mountbatten-Windsor e il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e Maxwell.
Nove forze di polizia in Gran Bretagna sono coinvolte nelle indagini che prendono spunto dal plico di incartamenti diffusi poche settimane fa dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e, se non mancano i riferimenti a relazioni con giovani donne che facevano parte dell’harem di Epstein e il suo giro di molestie a sfondo pedofilo, è in particolare la trasmissione di informazioni governative riservate a essere al centro delle inchieste sull’ex principe.
Il 30 novembre 2010 — quando Epstein era già stato




